21 Ottobre 2021

L'INTERVISTA DEL LUNEDÌ: Antonio Badile

05-04-2021 20:30 - stagione sportiva 2020-2021
Antonio Badile, nostro associato da quarantadue anni, diventa arbitro nel 1979 all’età di ventisei anni. Dopo una carriera da osservatore, che lo ha portato fino alla CAN C, dal 2016 è Organo Tecnico e Vicepresidente della nostra Sezione.

Antonio, cosa ti ha spinto ad iscriverti al corso e a diventare arbitro?

Ho sempre seguito il calcio e l’ho praticato con scarsa qualità fino a sedici anni. Nel 1979, all’età di ventisei anni, mentre ero fermo ad un semaforo, notai una locandina che pubblicizzava il corso ed in quel momento decisi che avrei fatto l’Arbitro.
Dopo il corso iniziai ad arbitrare e a frequentare il polo d’allenamento in Corso Montegrappa dove conobbi il grande Claudio Pieri e i giovani allora emergenti Cesari e Tagliafico che mi trasmisero la passione che mi porta ad essere ancora nell’ambiente dopo quarantadue anni.

Qual è stata la più grande soddisfazione vissuta in campo?

Le soddisfazioni sono state innumerevoli, ma in particolare ricordo la finale di un torneo internazionale per squadre Primavera tra Genoa e Fiorentina in cui militavano calciatori che avevano già collezionato alcune presenze nella serie A. Fu una gara infinita, terminata 1-1 al 90esimo e che vide la vittoria del Genoa dopo una serie di rigori ad oltranza.

E invece la situazione più complicata che hai affrontato sui campi? Come l'hai gestita?

Non ho mai dovuto gestire situazioni particolarmente problematiche per minacce o aggressioni tranne in una circostanza che coinvolse soprattutto un assistente. In una gara del campionato Promozione dopo pochi minuti dall’inizio convalidai un gol per gli ospiti su sua segnalazione, un giocatore locale, prontamente espulso, gli si scagliò contro spintonandolo violentemente. L’AA, molto giovane e con poca esperienza, si spaventò tanto al punto di comunicarmi che non si sentiva di proseguire la gara. Per tranquillizzarlo gli assicurai che la gara l’avremmo portata a termine assieme senza problemi, che l’avrei protetto sui fuorigioco stando il linea con lui convincendolo a scambiarci costanti sguardi di approvazione. Fu una faticaccia ma raggiunsi l’obiettivo, la gara terminò regolarmente col punteggio di 0-1.

In questi anni da arbitro e dirigente cosa ti ha dato la nostra Sezione?

Non era nelle mie intenzionale fare il dirigente sezionale ma dopo essere stato contattato da Roberto Romeo ho accettato con entusiasmo questa esperienza. Come responsabile ho avuto la soddisfazione di contribuire alla crescita tecnica della maggior parte degli OA e di accompagnare e supportare ragazzi visionati in categorie giovanili in un percorso che li porta attualmente a cimentarsi in campionati di Eccellenza con ottimi risultati. A loro ho cercato soprattutto di insegnare a non dare nulla per scontato e che fatica ed abnegazione alla fine pagano.

In questo mandato cosa vuoi dare alla Sezione di Genova?

In questo ultimo mandato proseguirò con l’impegno finalizzato alla crescita degli OA, seguendo maggiormente quelli che manifestano qualche difficoltà nelle visionature e nella stesura delle relazioni, ma soprattutto vorrei poter dare un ulteriore contributo alla crescita dei giovani colleghi OT sezionali e dedicarmi alla scoperta di giovani talenti che possano tenere alto il nome della sezione di Genova.






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